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Aziende · 8 agosto 2026 · 4 min di lettura

Come si scrive un annuncio che riceve proposte vere

La differenza fra un annuncio che riceve trenta proposte inutili e uno che ne riceve cinque buone sta quasi tutta in quello che scrivi. Ecco cosa mettere, e cosa togliere.

Redazione
Kunodo

Ci sono due modi di ricevere risposte a un progetto. Il primo è scrivere due righe generiche e ritrovarsi con trenta proposte copiate e incollate, tutte uguali, nessuna utile. Il secondo è scrivere venti righe fatte bene e ricevere cinque proposte, di cui tre serie.

Il secondo modo richiede mezz'ora in più. È l'investimento con il ritorno più alto di tutto il progetto.

Comincia dal problema, non dalla soluzione

L'errore più comune è scrivere cosa vuoi che venga fatto invece di cosa non funziona adesso.

"Cerco sviluppatore per un sito e-commerce" è una richiesta di esecuzione. Chi legge non sa se stai partendo da zero, se hai già un negozio che va male, quanti prodotti hai, se vendi anche all'estero. Le proposte saranno tutte generiche, perché non hanno appigli.

"Vendiamo mobili su misura, oggi prendiamo gli ordini per telefono e stiamo perdendo richieste la sera e nei fine settimana. Vorremmo un negozio online per un catalogo di circa quaranta prodotti configurabili" è un problema. Chi lo legge sa già cosa chiederti, e chi non è adatto si tira indietro da solo.

Le cinque cose che servono davvero

Il contesto. Chi sei, cosa fate, quante persone siete. Bastano tre righe. Serve a capire con chi si parla e a quale ritmo si lavora.

Il risultato che ti aspetti. Non l'elenco delle funzioni, il risultato. "Voglio ricevere ordini anche di notte" è più utile di "voglio un carrello con pagamento integrato": la seconda cosa la deduce chi fa quel mestiere.

Cosa esiste già. Il sito attuale, i testi, le foto, il logo, gli accessi. Se c'è del materiale, dillo. Se non c'è niente, dillo lo stesso: cambia il preventivo, e scoprirlo dopo fa perdere tempo a entrambi.

Il budget. Su questo si discute molto, quindi diciamolo chiaramente: indicare una fascia conviene a te. Senza un numero riceverai proposte da 800 e da 8.000 euro, e dovrai leggerle tutte per scoprire che quasi nessuna era pertinente. Con una fascia, chi non ci sta dentro non scrive, e tu leggi solo cose utili.

Non è vero che dichiarare il budget ti fa pagare di più. Chi lavora bene ha tariffe sue, e ti dirà se con quella cifra si può fare o no.

Le scadenze vere. Se c'è una fiera a marzo, scrivilo. Se non c'è nessuna urgenza, scrivi anche quello: le persone brave sono spesso occupate, e un progetto senza fretta può interessarle proprio per questo.

Quello che invece fa danni

Gli elenchi infiniti di competenze. Chiedere una persona che sappia fare grafica, sviluppo, testi, pubblicità e video significa cercare una persona mediocre in cinque cose invece che brava in una.

"Cerchiamo il migliore". Non filtra niente. Nessuno si autoesclude leggendo quella frase.

La prova gratuita. Chiedere un lavoro di prova non pagato allontana esattamente le persone che vorresti: chi è bravo ha già un portfolio e non ha bisogno di dimostrare niente gratis. Se ti serve una verifica, affida una prima parte piccola e pagala.

Il tono da bando di gara. Venti righe di condizioni e penali prima ancora di aver conosciuto qualcuno comunicano una cosa sola, che lavorare con te sarà faticoso.

Una struttura che funziona

Se vuoi qualcosa da copiare, questa regge bene quasi ovunque:

  1. Chi siamo, tre righe.
  2. Il problema, cinque righe.
  3. Cosa vorremmo ottenere, in termini di risultato.
  4. Cosa abbiamo già pronto, elenco puntato.
  5. Budget e tempi, una riga ciascuno.
  6. Come rispondere: cosa vuoi ricevere nella proposta, per esempio due lavori simili e una stima di massima.

L'ultimo punto è quello che quasi nessuno scrive ed è il più efficace: se chiedi una cosa specifica, le proposte copiate e incollate saltano subito all'occhio, perché non ce l'hanno.

Scrivi perché arrivi lontano

Un annuncio chiaro non serve solo a farsi capire meglio: serve a farsi trovare da più gente. Se descrivi il lavoro in modo preciso, la ricerca lo mette davanti a chi quella cosa la sa fare davvero, anche se sta a mille chilometri da te.

Per questo conviene scrivere semplice: frasi brevi, verbi concreti, niente gergo interno e niente modi di dire. Vale sempre, e vale doppio quando il testo viene letto anche da chi parla un'altra lingua.

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